Fare didattica con l'Ipad? L'intervista a Gino Roncaglia sugli ebook
Inviato da: Fabio Ballor
il 18 - Giugno - 2010
Ormai è conosciuto da tutti ed è nelle scrivanie di molti, l'Ipad, aldilà dell'essere una delle ultime "meraviglie" tecnologiche di casa Apple, apre uno scenario interessante per quanto concerne la didattica multimediale.
Il vantaggio di questo genere di prodotti è l'essere veramente portatile, al contrario di un notebook, che in realtà è "trasportabile", la sua natura multimediale e l'apertura verso tutto quel mondo che è rappresentato dagli e-book. Infine ritengo che favorisca anche il cambiamento dell'approccio allo studio, per quel che concerne la parte di studio "tecnologico", passando da strumenti fondamentalmente “da tavolo” (tipicamente computer connessi al Web mediante connessioni a banda larga) verso strumenti da fruire “in piedi” (tipicamente cellulari e palmari di nuova generazione molto simili nelle funzionalità a microcomputer).
Gli strumenti “da tavolo” sono gli ormai classici strumenti dell’e-learning, fondato su 3 grandi macrocategorie: i contenuti didattici (espressi nelle molteplici forme possibili e sempre più multimediali), e le due grandi categorie di comunicazione: quella formale e quella sempre più diffusa l’informal learning.
Gli strumenti “in piedi” sono invece caratterizzati fondamentalmente dalla possibilità di fruire di servizi e connettività in qualsiasi momento e, teoricamente, anche quando si sta facendo tutt’altro rispetto alle attività prettamente formative.
Le dimensioni dei monitor, le capacità di elaborazione dei processori, la possibilità di utilizzo di una tastiera ed una connettività molto forte sono le caratteristiche principali che contraddistinguono i primi rispetto ai secondi. La possibilità di essere sempre raggiungibili e di sfruttare ogni “ritaglio di tempo” sono i vantaggi degli strumenti “in piedi” rispetto a quelli “da tavolo”.
Nella realtà del quadro formativo attuale, e sempre più in quello che verrà, l’utente/fruitore dei servizi di formazione sarà sempre più connesso al Web, ma lo farà utilizzando media differenti.
A questo proposito rilanciamo un'intervista di Mauro Sandrini di E-Learning e Innovazione a Gino Roncaglia, docente dell'università della Tuscia.











